Il concetto di dipendenza:

riflessioni in chiave psicologica, sociale

e nella prospettiva della Medicina Tradizionale Cinese[*].

 

Carlo Di Stanislao

 

“Se l’uomo non può sempre dare un senso alla storia,

può agire in modo da dare un senso alla sua vita”

A. Camus

“Ogni cosa ha il suo valore,
ma l’uomo ha la sua validità
e non può essere considerato alla stregua
di un mezzo per un fine”

E. Kant

“Non sono un angelo
ma solo un uomo che possiede un anima ed una fede
e con queste non potrai vincermi”

G. Winger.

“…tutti quei numeri, tutte quelle regole,
tutto quel rigido ordine matematico ripugnavano al mio essere”

L. Pirandello

 

Riassunto: Si analizzano le caratteristiche relative alla cosiddetta “personalità dipendente” e si cercano correlazione fra indagini e risultanze psicologiche e sociologiche e concetti o contenuti della Medicina Tradizionale Cinese. La tossicodipenza emerge come fenomeno lacerante e visibile di un problema più ampio e profondo che, solo se inquadrato nei suoi singoli aspetti, potrà essere definibile ed affrontabile nella sua complessità.

Parole chiave: dipendenza, tossicodipendenza, Shao Yang, Gui, Paura, Visceri Curiosi, Yin Qiao Mai.

 

Resumé: Dans cet article on analise les caracteristiques qu'on se referent à la "personalitè dependent" et on   recherche les correlations parmi les enquetes et les resultats psicologiques-sociologiques et les concepts  de la  MTC. La dependence toxique va se mouvoir dans la meme facon d'un phenomene déchirant et visible d'un problème plus large et  profond qui pourra etre defini et abordé dans sa complexité si on le verra dans ses multiples aspects.

Mot clef: sevrage, toxicodependence, Shao Yang, Gui, peur, Visceres Curieux, Yin Qiao Mai.

 

Abstract: In the present paper we analyzed the  “dipendence” and «addiction-personality» features and  we search for a relationship between psychological and sociological aspects and Traditional Chinese Medicine data. Drug-addiction is considered an expression of a wider and more complex problem that can be solved solely if every single aspect is defined and faced.

Key words:   dipendence, drug-addiction, fear, Extraordinary Organs, Shao Yang, Gui, Yin Qiao Mai.

 


 

La dipendenza (lat. dependere = pendere in giù) è una condizione in cui un individuo è coinvolto in una qualsiasi forma di comportamento ripetitivo basato sul bisogno psicologico e/o fisiologico di una persona, un oggetto, una sostanza o una situazione[1] [2].  La tossicodipendenza (da alcuni inserita nella farmacodipendenza) è un modulo comportamentale relativo all’utilizzazione di farmaci caratterizzato da profondo e incontrollabile coinvolgimento psicologico nell'uso di questi, in particolare stupefacenti, analgesici, ipnotici, allucinogeni, ecc. (uso compulsivo). Ciò porta il soggetto a compiere qualunque azione pur di procurarsi il farmaco e a cadere con estrema facilità in recidive una volta raggiunto il divezzamento. Secondo questa definizione non è considerata farmacodipendenza la dipendenza fisica (fisiologica) dall'assunzione di un farmaco, perché in questo caso il soggetto necessita dell'assunzione di queste sostanze al fine di mantenere un nuovo equilibrio fisiologico instauratosi nel suo organismo[3] [4] [5]

La dipendenza implica una condizione di insicurezza e di subordinazione e tutti coloro che se ne sono occupati (sotto il profilo psicologico, sociologico ed antropologico) hanno sottolineato che essa deriva da situazioni varie di tipo archetipale, familiare o individuale[6] [7]. Riflettere sulla dipendenza (e pertanto sulla permanenza in uno stato pre-adulto o decisamente infantile), implica il riflettere sullo sviluppo individuale e, alla fine, sul concetto di “desiderio”, inteso come valore e risorsa primaria per la felicità e la realizzazione dell’individuo. La moderna psicologia c’indica che la personalità dipendente possiede nuclei di valutazione/comando di tipo egodistonico, cioè non congruente con le passate esperienze[8]. Il soggetto tendenzialmente dipendente è un individuo che ha, o porta avanti, falsi scopi o errate ambizioni, che si crea dei “fantasmi” i quali nascono dal non saper recuperare, nel presente, il passato ed attuarlo in modo realizzativo. Questa dissociazione fra passato e divenire ci rammenta la separazione fra Po ed Hun che è in grado di generare i Gui e certo i punti Gui possono[9], alla luce delle considerazioni che partono da Sun Si Miao[10], essere ritenuti importanti per gli stati deliranti-allucinatori propri degli “abusi” e delle “dipendenze”[11]. Una società che non individua valori di riferimento, ovvero genera valori variabili, facilmente consumabili e rapidamente obsoleti, è anche una società di dipendenti[12]. La mancanza di valori certi, infatti, genera più gabbie che libertà e questo lo dicono le filosofie, le religioni, le lettere, il diritto e le scienze[13]. Avere dei valori certi ed interiorizzati riguarda il concetto di “legge” e non di legge scritta (o di regole)[†], ma quello più profondo, più animico e di tipo morale o coscienziale, di legge personale[‡].  Dal Lingshu[14] a Li Shizhen[15] sino a J.M. Kespì[16], la strutturazione delle “regole individuali” che creano valori di riferimento riguardano i Qi Heng Zi Fu e sono questi sei Visceri (sei come le direzioni dello spazio[17] [18]) a costruire i nostri valori e fornire, come direbbe Andrès[19] [20], la direzione della nostra crescita.  Il dipendente, quindi, non ha valori certi che indirizzino i suoi desideri e ciò implica un disturbo dei “Visceri Curiosi”. Ma come notato da Jeffrey Yuen[21] questo significa porre e non risolvere un problema. In effetti, non vi è testo classico che c’induca a ritenere l’esistenza di uno o più punti attivi a livello dei Visceri Curioisi. Gli unici riferimenti (ancora di Li Shizhen) c’indirizzano genericamente sullo Shao Yang e pertanto su un ventaglio di ben 67 differenti opzioni. Shao Yang è “l’erranza”, la “direzione”, la “scelta”. Le personalità dipendenti, stando a tutti gli studi psico-sociologici attuali, sono appunto incapaci di orientamento e di scelta[22] [23].  Cerchiamo di esprimerci in modo più preciso, ovvero di chiarire le nostre idee di fondo sull'argomento.  Siamo persuasi che le notazioni di "infantilismo", indecisione, fragilità, incapacità a crescere consapevolmente, nascono soprattutto oggi ed ha causa di un diffuso e mal confessato sentimento di insicurezza sociale ed individuale[24].

Molto spesso l'impiego di sostanze d'abuso (alcool, tabacco, oppioidi, ecstasy, hashish, crack, ecc.) è tipico di soggetti con disturbi ansiosi e depressivi, ovvero con comportamenti compulsivi correlati ad ampie manifestazioni di quella che è detta fobia sociale[25]. Si va sovente ricorso in caso d’ansia o altre turbe psichiche, con o senza dipendenza, a terapie alternative e queste (compresa l’agopuntura) sono in grado di determinare risultati molto variabili[26]. Se in molti casi i problemi che inducono dipendenza sono di tipo individuale o archetipale, accade che essa possa ricondursi anche a fenomeni di tipo, per così dire, sociale[27]. Ogni epoca storica si caratterizza per alcune specificità che per certi versi la rendono riconoscibile, le danno un’identità e qualificano gli aspetti culturali e le dinamiche sociali che al tempo stesso ne sono causa ed effetto[28].Cosi, le "paure tipiche" di certi periodi ci consentono di cogliere significati che rispecchiano atteggiamenti culturali, credenze e stereotipi, punti di vista e quant'altro possiamo decifrare a livello della collettività. Di la, infatti, delle paure che potremmo definire classiche, vi e un repertorio di nuove fobie che manifestano un malessere sociale e culturale proprio dei nostri tempi, spesso un’intolleranza che genera inequivocabilmente atteggiamenti difensivi e d’evitamento dell'oggetto ansiogeno.

Pensiamo a questo proposito all'ansia provocata dalla diffusione dell’AIDS e ai conseguenti comportamenti sessuali tutti improntati alla prudenza e alla selezione (sessuofobia)[§]; o ancora alla paura e alle fantasie negative generate in molte persone dalla presenza in Italia d’extracomunitari. Per restare nell’attualità, possiamo riflettere su quanto e successo intorno al problema del Gay Pride a Roma proprio nell'anno del Giubileo. Secondo alcune ricerche, oggi più che mai gli italiani temono quella che potremmo definire la "violenza metropolitana", e cioè quell’aggressività che quotidianamente ognuno di noi, direttamente o indirettamente, sperimenta, e che si concreta in scippi, furti, aggressioni, rapine[29].

Questo tipo di "fobia sociale" spinge naturalmente verso l' emarginazione e la solitudine da un lato, e dall'altro alla richiesta di un maggior controllo (repressione) da parte delle istituzioni. Si capisce che le conseguenze a livello individuale e di gruppo di una paura cosi diffusa come quella correlata alla microcriminalità, può provocare una serie di sintomi e reazioni facilmente prevedibili almeno in una certa gamma di variabilità. Si resta molto di più a casa, si evita di uscire la sera, si restringe la cerchia d’amicizie, alcune zone diventano tabù, ci si organizza per "la difesa" e nascono comitati civici. Insomma, ognuno di noi si trova prima o poi a confrontarsi con qualcosa che può fare veramente paura, indurre a reazioni di controllo e protezione e generare quello stato di tensione-angoscia che, a detta di tutti gli operatori, è comune di tutte le tossicofilie (fumo, amfetamine, ecc.[30]).Tutto questo ha come logica conseguenza di dipendere di più dalle istituzioni o di chiedere più decisamente che le stesse indirizzino e tutelino la nostra esistenza. Paura e dipendenza, quindi, sono i caratteri emotivi emergenti in questo scorcio fra fine millennio ed inizio dell’era nuova[31]. Ora sappiamo che si dipende quando non si sa scegliere, quando è difficile intravedere uno scopo ed una meta. In Medicina Tradizionale Cinese la “scelta” dipende, notoriamente, dalla Vescica Biliare (dan) che, pure, è in relazione con la paura e la paurosità[32]. L’attuale abbandono della prospettiva metafisica, il rifiuto della reificazione neocartesiana della psiche alla Popper-Eccles, la "naturalizzazione" della sofferenza psichica non implicano un’interpretazione esclusivamente "corporeistica". Ne’ possono risultare soddisfacenti le semplificazioni aritmetiche di certe equidistanze pilatesche: l’uomo è psiche e corpo, la cause del male sono psicologiche e sono insieme anche organiche. La proposta è, invece, riportare al centro l’uomo persona rispetto all’uomo organismo, che è solo un altro modo per dire la vecchia idea dell’uomo-macchina. E’ ribadire il concetto della sofferenza, che ci appartiene e ci fa uomini, rispetto a quello umiliante del "guasto", che rende inutilizzabili e mette ai margini, fuori della corsa, è disporsi all’aiuto lavorando alla riabilitazione, alla riappropriazione di un’esistenza che si è bloccata per traboccare di dolore, non alla riparazione/sostituzione della funzione danneggiata. Ciò che come studiosi di una tradizione concentrata sull’uomo e su valori umani dovremmo riuscire a far affiorare è, invece, la convinzione che la vita dell’uomo è piuttosto storia che destino, è confidare nelle sue capacità trasformative, salvaguardandone la fedeltà alla propria vicenda, è porgere aiuto non con una terapia della malattia, ma con "terapie dell’uomo" che accompagnino il cammino verso un "desiderio-di-essere" che può essere ridestato additando l’altro a chi è aggrappato al se’, che da solo non può darsi, e indicando nel mondo, non il cosmo spaventoso che c’ignora, contemplato da Pascal, non la terra su cui siamo stranieri di Galimberti, ma la comunità degli uomini, l’irrinunciabile dimora.

Torniamo a noi. Come si vede le cause di fragilità-immaturità-dipendenza sono diverse e possono così riassumersi in chiave psico-sociologica ed energetica:

 

Causa
Lettura Energetica

Compulsione (perdita dei riferimenti del passato)

Seprazione fra Hun e Po = Gui

Indesinione-disorientamento

Shao Yang (Risonanza, Vescica Biliare, Dai Mai, Yang Wei Mai)

Paura

Vuoto di Rene e di Jing

Immaturità

Visceri Curiosi, Campi del Cinabro

Le cause sono pertanto molte e non meraviglia che gli schemi più o meno reflessologici applicati alle diverse manifestazioni (tabagismo, dipendenza da hashish, eroina, cocaina, ecc.) portino a risultati o contraddittori o del tutto fugaci ed aleatori[33] [34] [35] [36] [37]. Gli schemi fissi basati su somato ed auricolopuntura o sull’impiego di punti di rinofaciopuntura ed anche sull’impiego di punti fuori meridiano (GB8, Punto Extra posto fra 4LI e 7LU, punto Rinofaciale di Vescicola Biliare, punti auricolari detti “della volontà”, ecc.)[38] [39] [40] [41] [42] possono agire in modo sintomatico sulla dipendenza fisica o farmacologica, ma non certo sui nuclei profondi ovvero individuali, psicologici e sociali, che inducono farmacofilia. L’attivazione da parte delle diverse sostanze d'abuso dei sistemi centrali della motivazione e della gratificazione è stata dimostrata sia negli animali che nell’uomo[43] [44], sicché oggi si ritiene che dette sostanze abbiano effetti complessivamente sovrapponibili alla stimolazione elettrica delle aree centrali gratificanti. Le risposte centrali evocate dalle sostanze d'abuso sono topograficamente sovrapponibili a quelle dei neuroni dopaminergici, che originano dal tegmento mesencefalico e si dividono in tre gruppi posti a livello del nucleo prerubrale, nell’area ventrale del tegmento e nella substantia nigra del Sommering[45].Studi sperimentali sulle sostanze d'abuso attraverso modelli complessi (place preference, microdialisi cerebrale), confermano il ruolo di neurotrasmettitori su cui l’agopuntura è in grado di agire (dopamina, oppioidi, serotonina)[46]. Le teorie attuali  affermano che oltre alla dopamina, anche gli oppioidi endogeni e la serotonina (5-HT) sono implicati nel meccanismo centrale della gratificazione. Pertanto gli psicofarmacologici concordano nell’attribuire, in tutte le tossicodipendenze, importanza centrale al sistema dopaminergico mesolimbico, ma anche alle endorfine (e soprattutto i recettori m) e alla 5-HT (recettori 5-HT3), che sono implicati nelle ricadute e nella dipendenza sia psichica che fisica[47].Poiché l’agopuntura manuale e l’elettroagopuntura sia somatica che auricolare producono un incremento funzionale dei sistemi monaminergici e modulano la liberazione endogena d’oppioidi (attivi sui recettori m) e 5-HT (recettori 5-HT3), possono essere considerati utili nella desuassefazione da sostanze d'abuso (fumo, alcool, marijuana, eroina, cocaina, ecc.). Tuttavia la risposta, anche negli animali, è molto individuale e questo potrebbe spiegare i risultati diversi ottenuta dai differenti AA.   Prendiamo ad esempio i risultati del cosiddetto Acudetox-NADA, sistema non verbale ed agopunturistico sviluppatosi a partire dal 1994 negli USA ed in Canada ed oggi largamente praticato in vari paesi occidentali[48]. Il sistema si rivela efficace nelle fasi precoci d’abuso, nel breve termine della desuassefazione ed anche nella prevenzione delle crisi, ma non influisce sui nuclei profondi della motivazione e pertanto non interviene (o sembra poco incisivo) nelle ricadute[49].  Le cose non si svolgono diversamente se si applicano schemi fissi e generali, di tipo invariabile, in altre dipendenze. Ad esempio in corso d’alcolismo si possono notare riduzioni iniziali e poi subitanee e gravi ricadute[50].  Più interessanti le valutazioni di gruppi i quali sono portati a sviluppare considerazioni non neuroreflessologiche ed individuali dei differenti problemi[51].  Anche valutazioni sulle difficoltà di relazioni e sulla debolezza della volontà (zhi) con conseguente selezione differenziata dei punti possono condurre a risultati duraturi ad esempio in corso d’alcolismo[52]. Il problema, comunque, di queste osservazioni è che non sono inserite in studi strutturati e risultano di sapore aneddotico. Comunque anche volendo semplificare la questione (così come il modello sino-anglofono attuale sembra suggerire[53] [54]), è indubbio che la dipendenza rappresenti un problema di Shen ed anche solo una superficiale lettura dei classici i punti attivi sullo Shen (shen, ling, gui, mu, ecc.) sono davvero molto numerosi[55] [56] [57] [58]. Gli stessi fautori di questo modello semplificato e meccanicistico sono costretti ad ammettere che la dipendenza implica perturbazioni caratteriali ed individuali tali da presumere riflessioni e schemi di trattamento personalizzati[59]. Anche i preparati erboristici specificamente approntati possono trattare le crisi di astinenza in acuto[60], ma non sembrano in grado di risolvere i problemi di base. Ciò che intendo porre alla vostra attenzione è che il fenomeno della tossicodipendenza, come sottolineato dall'OMS[61] già nella prima metà degli anni ottanta, rappresenta solo il livello di proiezione, quello cioè più immediatamente riconoscibile, di una lacerazione più estesa e profonda causata da disordini archetipici che creano bisogni e dipendenze ben più devastanti (desiderio di libertà e senso d’insicurezza con conseguente intolleranza, mancanza di riferimenti ideali e morali con adesione al mercato delle proposte “globalizzanti”, ecc.). E se oggi il Ministro della Sanità prof. Umberto Veronesi getta un grido d’allarme sull‘impressionante escalation nazionale nell’uso di psicofarmaci, va rammentato che quasi trenta anni fa Enrico Corneo[62] aveva rilevato che ansia, angoscia e depressione avrebbero costituito la pandemia del nostro tempo. Condivido l’opinione di padre S.J. Giuseppe De Gennaro che dirige una comunità di recupero a L’Aquila, con il quale ho lungamente collaborato negli anni ottanta e proprio sul tema delle tossicodipendenze. Il mercato delle sostanze d’abuso cresce proporzionalmente alla crescita del consumismo, ma l’acuità del male è aggravata non tanto dall’espansione ma dal fatto che i rimedi offerti, in quando univoci e non individuali, si rivelano inadatti, inefficaci e, talvolta, dannosi[63].Ciò su cui poco si riflette, nell’instaurare flow-chart di trattamento Biomedico o Non Convenzionale o integrato, è la definizione degli elementi che caratterizzano quell’individuo in quel contesto psicosociale di dipendenza. Questo porta, oltre tutto, ad una scelta non mirata e del tutto casuale fra le molte opzioni terapeutiche possibili (farmaci, agopuntura, meditazione, preghiera, lavoro, ecc.)[64] [65] [66] [67]. Anche se saremo tacciati di eccessivo “pochant” spiritualista vogliamo affermare che,  poiché il taoismo[68], al pari della mistica cristiana di Giovanni della Croce, Francisco de Osuma, Ignazio di Layola o di Teresa d’Avila[69], vede nell’uomo un insieme inscindibile di corpo, mente, anima e spirito, ignorando le istanze anche spirituali che insistono nell’individuo, ignorando che uno dei problemi (per alcuni il problema centrale) è la perdita della “grazia” e della “fede” (in dipendenti ed operatori), equivale ad aprire appena le imposte e non vedere la vastità del desolante problema[70]. Anche i filosofi ed i pedagoghi di dichiarata impronta laica segnalano che all’origine della dipendenza, di questa profonda e sempre più letale ferita contemporanea, vi è un assenza di spinte morali e spirituali[71].Come ha scritto di recente N. Bobbio, non è tanto un problema di religione quanto un problema di religiosità, il che implica nell’uomo da una lato ad avere una smisurata fiducia nei suoi mezzi, dall’altra ad abbandonarsi senza regola ai suoi desideri ed alle sue pulsioni, senza indirizzo, senza sublimazione e con il solo scopo dell’immediata gratificazione o dell’appagamento[72].Perdere il senso religioso e morale o spirituale, perdere ideali altri dal mero consumo e dalla mera fruizione, equivale a separarsi dal senso dell’origine, creando carenze interne che determinano desideri disordinati, sensazione d’inadeguatezza e laceranti dubbi esistenziali. Tutto questa, in MTC, ci riporta, credo, al concetto di Visceri Curiosi. I Sei Visceri Curiosi sono in relazione col rapporto Cielo/Terra nell'Uomo, con la strutturazione profonda, arcaica, embrionale e, assieme ai 4 Mari (Si Hai)[73], con l’inconscio individuale (da alcuni identificato con l’aspetto definito Shenyuan[74] [75]). I Visceri Curiosi hanno una funzione nel passaggio dal senza forma alla forma, in questo modo assicurano la perennità continuando a produrre delle forme, delle individualità, ma in una maniera straordinaria perché non si tratta di una vita manifesta che continua, ma di un rinnovamento permanente della vita manifestata, facendo richiamo a qualcosa che è originario rispetto a questa vita. E’ per questo che il loro concetto si riconduce al senso dell’Origine, al riordino delle operazioni umane, alla compenetrazione individuale di corpo, psiche, mente e spirito. Un corretto funzionamento determina il benessere complessivo, l’intima soddisfazione, la persuasione non esplicabile di essere nel “giusto” e nel “corretto”. Tutto questo si evince, io credo, da un’attenta lettura dei passaggi del Sowen[76] (capp. 11, 45 e 46) che ci riferiscono le caratteristiche di Visceri Ordinari e Straordinari. Per molti esistono delle precise relazioni fra questi Visceri ed i Campi del Cinabro che segnano la maturazione interna e la crescita interiore dell’individuo[77].  Queste tre aree, note anche al Buddismo zen[78], paragonabili agli “atanor” alchemici[79], sono in grado di produrre la fusione coerente fra gli aspetti consci ed inconsci, pulsionali e morali all’interno dell’individuo. Essi operano, sul piano energetico, attraverso i Visceri Curiosi, che conservano il jing primigenio e, pertanto,  rappresentano il collegamento con l’Origine e la Regola. Tutto questo secondo una visione relativa all’alchimia interna che è oggi molto impiegata nel Do Yin[80] [81] e nella Medicina Tradizionale Giapponese[82]. Secondo il testo classico di Scuola Cino-Giapponese Huang Ting Mai Ji Jing il Cinabro Inferiore (detto Cuore Giallo), con Utero e Vescicola Biliare, è controllato da CV4[**] (guanyuan), il Medio (Palazzo Scarlatto), con Ossa e Vasi, che assicurano solidità e circolazione di Energia e Sangue dal CV12 (zhongwei)[††] ed infine, il Superiore, con Cervello e Midolli, da yintang (FM1) e GV 20 (baihui)[‡‡]. Lo scopo d’ogni individuo è portare a compimento il proprio mandato, realizzare la propria fusione con l’Origine, passare dal’inconscio del dantian inferiore, alla scelta consapevole del superiore. Impiegheremo questi punti in quelle personalità dipendenti (con o senza tossicofilia) in cui sono evidenti segni di crisi e disgregazione del senso morale (totale disinteresse per l’altro, perdita di concetti primari come la famiglia, annullamento del senso di sacralità della vita, ecc.), con disordini psichici e mentali dovuti a cause strutturali o situazionali consolidati sin dalla prima infanzia. Anche la stimolazione di un punto può, in questo complesso procedere psiconeuroimmunoendocrino, essere di grand’utilità[83]. Naturalmente occorrerà, qui più che altrove, un’adeguata integrazione psicologica, sociologica e di tipo analitico[84] [85]. Agopuntura e psicoanalisi (o psicologia clinica) possono produrre, a volte, grandi alchimie interne, capaci di modificare il pensiero, lo scopo, i disideri e le tendenze individuali[86]. Lo sforzo di volontà necessario al recupero del proprio senso morale ed originale può essere aiutato, in questi casi, dall’agopuntura. L’apertura dei Cinabri e l’attivazione dei Visceri Straordinari consente, per molti, di realizzare quello sforzo personale che garantisce all’inconscio di comunicare con la coscienza e che permette, dopo averla recuperata, di “lasciar agire” la nostra autentica volontà[§§][87] [88].In questo sforzo interiore di volontà e recupero d’unità originale, l’individuo dipendente può essere facilmente distratto da quella che Luzi ha chiamato, con bell’accento poetico, la “cania del mondo”. Nel recupero dell’interiorità bisogna avvalersi di molte armi diverse: scientifiche, teologiche, filosofiche, artistiche. Occorre disporsi in silenzio per ascoltare se stesso e riunire i tre aspetti interiori ed originali dello Shen: Shanyuan, Shenming e Shenjing. Possono in questi casi tornare utili alcuni punti con il nome di Kong (vuoto)[***].   Riteniamo si debbano usare nel caso in cui l’eccesso di stimoli esterni (BL1-TE23), di razionalità (GB19), di emotività (BL33), ovvero certi nostri comportamenti ed errori ancestrali o parentali (KI11 GV2), inducono confusione ed impediscono, attraverso il “vuoto”, di trovare in noi delle risposte e la forza per spingerci verso scelte ideali unitarie ed in armonia con la nostra originalità[89]. Abbiamo indicato, poi, nell’incapacità di scelta, una caratteristica essenziale della “personalità dipendente” e già segnalato come questa condizione sia riconducibile, sotto diversi aspetti, alla risonanza Shao Yang. Numerosi punti di questa risonanza possono aiutare nelle scelte, rendere più solidi e decisi gli individui dipendenti con note d’incertezza e patologica indecisione (con conseguente facile condizionamento di gruppo). Si tratterà di individui che si fanno facilmente suggestionare, che aderiscono a rituali collettivi d’appartenenza a clan e che presentano, sotto il profilo generale, turbe di Meridiano (fibromialgie), di Viscere (digestione laboriosa, intolleranza al caffè, ecc.) o di risonanze connesse (Yang Wei Mai con meteoropatia, Dai Mai con lombalgie, dissociazione Yang/Yin, ecc.)[90] [91]. I punti più interessanti ci sembrano essere: GB20 (fengshi), GB22 (yuanye), GB37 (guanming), GB39 (xuanzhong)[92].In questi casi possono essere utili i rimedi floreali di Edward Bach. Una dettagliata ricerca di G. Gavenago[93], ci sottolinea che una miscela dei seguenti componenti, Impatients, Oak, Heather, Agrimony  e Vervain, può risultare in grado di stabilizzare il livello (e la personalità) Shao Yang. Per quanto concerne la personalità compulsiva (più spesso tipica d’alcolismo e tabagismo) abbiamo già visto che riteniamo utile l’impiego dei Gui[†††] [94] ma secondo una visione tutta nostra legata alla tipologia individuale[‡‡‡] [95] [§§§]. Veniamo ora a dure condizioni psicoemotive frequenti nei soggetti dipendenti e di facile interpretazione in MTC: la tensione-angoscia da un lato (che possiamo definire inquietudine) e la paura dall’altra. Entrambi questi stati d’animo appartengono ai cosidetti 7 Sentimenti (qi qing) molto ben descritti nei classici cinesi[96] [97] [98] [99] [100]. L’inquietudine (you) è descritta nei capp. 23 e 39 del Sowen e nei parr. 4-6-8 del Lingshu[101] [102].Come rileva Nguyen Van Nghi[103] essa è diversa dalla tristezza ed è contrassegnata da angoscia, ansia, indecisione ed incertezza, che determinano abbattimento e, col procedere, conducono a depressione[****]. L’inquietudine causa ristagno del Qi che si trasforma il Fuoco e lede lo Yin del Polmone (da cui il desiderio “perverso” di droghe che sono piccanti). Anche il Cuore è colpito (da cui ristagno del TR-Superiore) e, secondo alcuni AA, vi è lesione anche dello Hun[104] [††††] . Lo scopo del trattamento, secondo i classici[105] [106],  è far circolare l’Energia, sostenere lo Yin del Polmone, abbassare il Fuoco, giovare allo Hun e far circolare il TR-Superiore. Uno schema ritenuto utile è il seguente: 9LU (taiyuan), 13BL (feishu), 6PC (neiguan), 5LR (ligou). Le ricerche condotte dall’AMSA dalla metà degli anni ’90 c’indicano come utili alcuni schemi di trattamento fitoterapico e dietologico. Gli alimenti dolci (che rilasciano) e piccanti (che fanno circolare) sono da preferire, come anche un po’ di salato (che rinvigorisce il Rene è pertanto la radice Yin del corpo) e la natura tiepida. I cereali, la carne di mucca e di cavallo, i cetrioli, l’aglio, il miele ed il tè sono alimenti di gran valore sintomatologico in corso d’inquietudine[107]. Fra le piante cinesi s’impiegano la radix Sussureae (muxiang) ed il Cyperus rhizoma (xiangfu)[108] e fra le piane occidentali Lavanda e Meliloto[109]. Per inciso va sottolineato che, a detta di vari cultori, l’omeopatia può, soprattutto in adolescenti molto inquieti, insicuri ed angosciati, aiutare al superamento d’esperienze affettive difficili da gestire[110]. Natrum muriaticum[‡‡‡‡], Rana Bufo[§§§§], Thuya[*****], Lycopodium[†††††], Calcarea carbonica[‡‡‡‡‡], sono i rimedi più interessanti[111]. Com’è noto la paura (kong) fa affossare e collassare in basso l’Energia, blocca il TR-Superiore e nuoce al Rene. Inoltre nei giovani lede la Vescicola Biliare e, in determinate circostanze, il Fegato e la Milza[112] [113]. Nel nostra caso, tuttavia, va considerata la paura come “fobia”, come stato cronico d’incertezza in grado (come ricorda il Sowen al cap. 77[114]) di “svuotare i 5 Organi” e debilitare il jing. Lo stato di paura protratta, come le condizioni di stress, lede il jing degli Organi debilitando, in modo particolare, quello o quelli costituzionalmente più deboli[115]. In queste situazioni vanno attuate strategie terapeutiche atte a rinvigorire il jing ed a ridurre lo stato di “allarme” individuale. Per nutrire il jing dell’Organo indebolito (più spesso il Fegato, anche a causa dello stato tossico, ma, a volte, anche la Milza ed il Rene), si possono operare scelte molto diversificate[116].

Modalità

Punti

1.      Nutrire il jing congenito attraverso l’acquisito

Punti di Ren Mai (ad esempio CV10 per il Fegato) e punti attivi sulla estrazione di guqi (ST42, KI2-10, SP8, SI5). Possono risultare utili i punti ST39 e BL27 che agendo sul Piccolo Intestino favoriscono la formazione di jing[117].

2.      Attingere al deposito Renale di jing

Attraverso i punti della branca esterna del Meridiano della Vescica: BL42 per il Polmone, BL 44 per il Cuore, BL47 per il Fegato, BL49 per la Milza e BL52 per il Rene.

3.      Attingere al jing circolante per rinvigorire quello deficitario

Punti jing distali e prossimali e punti he del Meridiano dell’Organo deficitario (Zu Jueyin per il Fegato, Zu Shaoyin per il Rene, cc.).

4.      Attingere al jing ed alla yuanqi dei Meridiani Curiosi[118]

Soprattutto usare il Chong Mai che, essendo il “Mare del Sangue”, scalda tutti gli Organi Interni[119]

5.      Rinvigorire il jing attraverso i Liquidi ed il Sangue[120]

Si possono trattare punti attivi sul Sangue (SP6-10, BL17-20-43-53,ecc.) e sui Liquidi (KI2-7-10, TE2, ecc.). Il Massaggio lineare su Zu Yang Ming e Shou Jue Yin rinvigorisce e produce il Sangue. Utili le formule erboristiche con piante che tonificano il Sangue (Angelica chinensis radix, Paeonia alba radix, ecc.), il jing (Rehmannia glutinosa radix praeparata, Eucommia cortex, ecc.) ed i Liquidi (Ophipogonis radix, Lycium barbaricum fructus, ecc.[121]).

 

Lo stato di continua allerta, di continuo timore che genera la cosiddetta “fobia sociale” (e di cui abbiamo già detto in apertura, come causa, per così dire ambientale di dipendenza), implica una difficoltosa relazione fra individuo ed ambiente. Sappiamo che la relazione fra persona ed ambiente umano e sociale è controllato dai Luo Longitudinali[122] (bie luo) e due in particolare sembrano essere chiamati in causa a questo punto. Si tratta di due punti in stressa relazione con lo stato di vigilanza, con la tensione più o meno alta con cui l’individuo risponde o vive l’ambiente[123].  I punti in questione appartengono alla coppia dell’Acqua (Rene e Vescica Urinaria) e sono il 4KI (dazhong) ed il 58BL (fuyang).

Il primo (dazhong) e' il campanello d'allarme, il sistema che avverte l'individuo del pericolo.

Se il Luo non funzione il soggetto è in un continuo stato di allerta e di minaccia. Questa condizione produce, naturalmente, lesioni del jing (sintomatologia lombare) e tensione a livello degli sfinteri del basso (con tenesmo sia urinario che rettale).

Il 58BL (fuyang): realizza le modificazioni morfologiche e funzionali dell'allarme prodotto dal Luo precedente. Nelle forme di patologia si manifesteranno tensione muscolare diffusa, cefalea, alopecie e rinopatie. Mentre è facile comprendere il senso della tensione muscolare e della cefalea (muscoli e testa esprimono la nostra relazione difensiva con il mondo), più complessa e l'analisi dell'alopecia e della rinopatia. Per quando riguarda la caduta dei peli a livello della barba e delle sopracciglia (segni specifici) si può immaginare una sorta di rituale "denudazione", quasi ad esprime uno stato di "arresa" nei confronti del mondo. Il naso, inoltre, è considerato dalla MTC la sede dell'individualità, tanto che per indicare loro stessi i cinesi si toccano la punta del naso. In questo modo il Luo esprime la capacità dell'individuo di trovare la forza di reagire agli stati di allarme, alle aggressioni emotive, alle contrarietà, attraverso il recupero della propria individualità[124].In soggetti di questo tipo è frequente il ricorso a droghe e farmaci eccitanti (amfetamine, crack, cocaina, ecc.), per accentuare la loro possibilità di tenere “sotto controllo” l’ambiente circostante. Per ridurre questa tendenza di ipercontrollo (che genera stress e nuoce al jing) possono risultare utili i punti 10BL (tianzhu) e 12ST (quepen)[125]. Soprattutto il secondo, che riceve tutti i Meridiani Yang che discendono verso il basso e si spingono in profondità nel torace, sembra molto utile per questo scopo[§§§§§].

Pertanto lo schema di comportamento di fronte ad una “dipendenza” (da cose, situazioni e non solo farmaci) si deve adattare alla realtà che abbiamo di fronte.

¨       Incertezza-Indecisione–> Shao Yang

¨       Compulsione–> punti Gui

¨       Inquetudine–> Muovere Energia, tonificare lo Yin di Polmone e trattare il TR-Superioe (più prescrizioni dietetico-fitoterapiche ed altre terapie associate).

¨       Paura (fobia sociale indotta)–> Rinvigorire il jing

 

Ma il problema non è ancora completamente definito nonostante la complessità degli schemi interpretativi già esaminati. Le indagini psicodinamiche degli anni settanta-ottanta hanno permesso di evidenziare, nella “personalità dipendente” altri due elementi di non trascurabile importanza[126] [127].  Il primo fa capo al concetto di attaccamento così come espresso in chiave post-freudiana da Bowbly[128].L’attaccamento madre-bambino non solo è una pulsione primaria in tutte le specie animali, ma può creare dei legami di dipendenza molto difficili da sciogliere in alcuni casi. Questo fenomeno, legato alla necessità di soddisfare il bisogno di cibo, lega il bambino alla madre e, in alcune personalità lega l’individuo ad oggetti o situazioni o persone che gli ricreano strettamente il primitivo senso di appagamento. Questa situazione riconducibile all’oralità richiama la funzione d’alcuni Luo Longitudinali legati ai primi contatti (LU7, lieque), all’ingresso del cibo nel cavo orale (LI6, pianli) all’ingestione del cibo (ST40, fenglong). Questi individui, inoltre, sono spesso vittime di subitanee tossicofilie (alcoliche, da stupefacenti, ecc.) a seguito di una separazione che rievoca l’episodio traumatico della prima separazione materna. La personalità di costoro è ben precisata da Horst Petri in una sua recente monografia[129]. In tali individui una separazione (dal coniuge, dal partner, ecc.) genera un dramma che non va dal lutto alla riconciliazione, ma determina un vuoto ed un’incertezza che rievocano le situazioni che condussero, nella crescita, alla separazione dalla madre. Oltre ai Luo sopraindicati[******], sono importanti altri due punti: CV6 e SI10. Il primo punto (qihai) rappresenta la riunione dei meccanismi nutrizionali (huang) dell’individuo e tratta tutte e forme da “carenza o freddo” affettivo, tipiche di chi si senta lasciato ed abbandonato. Si ritrova spesso in corso di alcolismo e può ridurre la dipsomania se viene trattato in moxa[130] [131]. L’altro punto (naoshu) è stato recentemente analizzato, sulla scorta degli studi dell’ Association Francaise d’Acupuncture e dell’ Accademia Marchigiana di Agopuntura, da R. Brotzu.  Secondo Kespi il punto 10SI è un punto “porta”. I punti “porta”[††††††] rappresentano simbolicamente dei punti di passaggio esistenziale dell’uomo. A livello di queste zone energetiche si manifestano le difficoltà di passaggio evolutivo somatico psichico e spirituale legate alla crescita. Il 10SI è la “porta delle spalle” ed indica il passaggio dall’adolescenza alla vita adulta, con tutte le responsabilità che questa comporta. Inoltre il punto 10SI è un punto comune ai canali straordinari Yang Wei Mai e Yang Qiao Mai. Il 10SI è un punto indicato nella “sindrome di Ercole”, cioè per gli individui che con forza combattiva agiscono nel mondo, volendo strafare, andando ad un ritmo superiore cercando di superare se stessi, senza porre argini all’azione. Sono, inoltre, persone che non superano il livello “fisico” del concetto di forza individuale per passare ad un modello più adulto e complesso di personalità e, pertanto, entrano in subitanea crisi se lasciati, traditi o abbandonati. Possiamo quindi definire questa personalità come tratteggiata da un affievolimento (mascherato da “falsa forza e sicurezza”) dei bisogni d’autonomia ed autoaffermazione. Dietro ad un’apparente sicurezza questi individui sono molto fragili ed insicuri. Possono giovarsi di fiori i Bach come Larch, Cerato e Gentian[132]. Nei momenti di crisi si rifugiano nell’uso di stimolanti e disinibenti come alcool e cocaina. Da questo punto di vista trovano il simillimum fra Nux vomica, Lachesis e Phosphorus[133] [134].

L’ultimo elemento dinamico da considerare, in verità non troppo raro soprattutto fra i giovani d’oggi, è legato ad un insufficiente sentimento d’autostima[135]. Si ha pertanto, più o meno manifesta, la necessità di accedere all’approvazione ed al sostegno degli altri e, indipendentemente dai risultati conseguiti, si sperimenta continuamente un penoso sentimento d’inadeguatezza[136]. Alcuni AA relazionano lo Yin Qiao Mai con l’autostima ed affermano che turbe di questo Curioso portano ad una condizione di bassa autostima e pertanto di dipendenza[137] [138]. Yin Qiao rappresenta la consapevolezza di sé, il guardarsi dentro[‡‡‡‡‡‡]. Nei vari testi Yin Qiao origina dal punto  6 KI (zhihai,  mare dell’illuminaione), che corrisponde al guardarsi dentro per scoprire la luce che ci guida[139] [140]. Li Shi Zhen ha aggiunto il punto 2KI[141] (rangu, valle ardente)  ed indcato che da esso parte un ramo che arriva all’8 SP (diji), che equivale a prendere la terra e portarla verso la luce. Questa è la relazione più importante nella formazione del Qi : quando gli alimenti arrivano allo Stomaco vengono trasformati con l’nfluenza della Milza e dei Reni. La Milza forma la guqi che porta verso l’alto grazie all’aiuto dei Reni. Quindi chi non è in grado di digerire e di “digerirsi” ha una Milza che non riesce a trasformare e chiede il sostegno a questo ramo fra rangu e diji.  Il Meridiano continua la traiettoria fino al punto 8KI (jiaoxin), incrocio dei messaggi) e  la considerazione che si può fare è che con il 2KI guardiamo le cose che ingeriamo fisicamente ma anche da un punto di vista emotivo;  con il 6KI impariamo a fidarci, a capire che ciò che ci sta accadendo dipende da noi e che è una nostra responsabilità; infine  al punto 8KI  acquisiamio quella fiducia  che nasce dall’esperienza e ci permette una completa fusione con noi stessi[§§§§§§]. E’ per questo che il meridiano Yin Qiao ha, per alcuni, la caratteristica di avere a che fare con i problemi che riguardano la fiducia in sé  o relativi al credere nel proprio valore.   Un antico adagio  taoista così recita: ”il Tao può essere trovato solo in sé stessi e chiunque può scoprirlo guardandosi dentro[142]. Oltre a bassa autostima le turbe di Yin Qiao si caratterizzeranno con dolori a tuttto il corpo (tranne la spalla), disturbi sessuali (per insicurezza), insonnia, astenia cronia ed invecchiamento precoce (aggravato, natralmente,  dall’uso di tossici vari).

Appendici

“Voglio raccontarle qui come stanno le cose, signor dottore… Ed anche di un’altra cosa. Del silenzio nero.”

Géza Csàth, Oppio ed altre storie.

“Perdersi in quel fumo, in quel dedalo straziante e fumoso”

Attila Sassy, Sogni dell’oppio.

Si accorse di non aver vissuto, di essere stato scippato da altri che amava dell’intera esistenza

Sergio Leone, C’era una volta in America

Perplessità sugli schemi reflessologici

La MTC ci avverte che ogni situazione bisogna distinguere, in generale, ciò che sintomatologicamente appare (la cima, il biao) e ciò che condiziona intimamente la personalità dell’individuo malato (la radice, il ben)[143] [144]. Ogni trattamento solo sintomatologico (soprattutto se applicato a condizioni di patologia cronica e picocaratteriale) rischia di produrre spostamenti-aggravamenti nella strutturazione di fondo individuale[145] [146]. Al pari della “soppressione” in omeopatia[147] e dello “spostamento-rimozione” in psichiatria[148], applicare schemi sintomatologici in corso di disturbi profondi della personalità oltre a risultati incerti e fugaci, può produrre disequilibri comportamentali o malattie ancora più gravi di quelle che si è inteso trattare. Così come la tonificazione dell’Energia in corso d’aggressione esterna aggrava ed approfondisce la malattia stessa[149], l’impiego di schemi fissi atti a svolgere mere azioni reflessologiche, può produrre iniziali spostamenti compensatori e radicali cambiamenti, in negativo, nelle caratteristiche omeostatiche (neuroendocrine, psichihe ed immunitarie) dell’individuo[150].Fra il 1997 ed il 2000 abbiamo avuto modo di registrare tre interessanti casi. Si è trattato di maschi (due seguiti presso l’ambulatorio di Agopuntura e Moxa dell’ASL 04 de L’Aquila ed uno nello studio professionale)  di livello sociale e culturale medio-alto, d’età compresa fra i 30 ed i 51 anni, che si erano sottoposti a trattamenti (due casi con graffa auricolare ed uno con agopuntura auricolare e somatica, omeopatia e biofeedback) per tabagismo in centri diversi e con l’intervento di diversi operatori. Due avevano avuto ripresa del tabagismo a tre-cinque mesi dalla sospensione, mentre il terzo aveva interrotto completamente il fumo da più di un anno. Circa le manifestazioni insorte dopo il trattamento (e persistite da un minimo di sei ad un massimo di dodici mesi dalla fine dello stesso) abbiamo registrato: collerosità ed atteggiamento psicastenico in due casi; insonnia tenace con frequenti risvegli ed incubi in un caso, vitiligine in un caso, disturbi neuromuscolari con polineuropatia mista di incerto inquadramento in un caso. Tutti e tre i pazienti hanno espresso la convinzione che vi fosse una qualche diretta relazione fra il trattamento intrapreso ed il loro stato attuale. Tutti e tre hanno rifiutato l’impiego di aghi e preferito schemi di tipo fitoterapico[*******]. Dobbiamo segnalare che alla fine del trattamento (durato cinque mesi in un caso, sette negli altri due) erano scomparsi la collerosità, la psicoastenia ed i disturbi del sonno. Si è inoltre registrata una notevole attenuazione della polineuropatia, mentre la vitiligine si è rivelata del tutto refrattaria[†††††††]. Si potrebbe argomentare che tre casi sono una goccia nel mare e non esistono analoghe segnalazioni nella letteratura accreditata e specialistica internazionale. Tuttavia tre casi ci paiono indicativi dal momento che non sempre si pongono in relazione eventi avversi non morfologici con trattamenti di agopuntura. Inoltre, nel pensiero primigenio cinese, la singola osservazione, se coerente con il modello interpretativo, assume carattere assiomatico[151]  [152] [153]. Pertanto quest’appendice non vuole essere l’erudita ambizione di una dimostrazione “a tutti i costi”, ma la riprova che ogni medicina è perfetta o imperfetta in rapporto all’uso più o meno appropriato dello strumento terapeutico[154].

Altri possibili schemi in relazione alla Bioenergetica di Lowen [‡‡‡‡‡‡‡]

Nonostante esistano chiare affinità fra “psicoterapie corporee” (di Reich e Lowen) e MTC[155], le analisi su possibili integrazioni fra i due modelli sono del tutto rare e sporadiche[156] [157]. Eppure le osservazioni di psicanalisti post-freudiani[158] e psicoterapeuti reichiani[159] dimostrano come l’impostazione di Reich e Lowen può consentire una attualizzazione pratica del modello psicologico o psicosomatico orientale. Esaminando dettagliatamente per tre mesi consecutivi i soggetti con note di dipendenza (alcolismo, tabagismo e forme miste- Fig. 1-) in trattamento  presso il Centro di Psicologia e Psicopatologia della Città de L’Aquila (24 osservazioni strutturate), si è potuto rilevare che i principali “blocchi” riguardano[160] (Fig. 2):

-          blocco oculare (5 casi):  con sguardo spento, emozione cancellata o sostituita da espressione cinica;

-          blocco orale (4 casi): con pianto e rabbia ritenuti e non espressi;

-          blocco cervicale (8 casi): legato all’ira soffocata o repressa.

-          blocco toracico (7 casi): con inibizione di tutte le emozioni e riduzione delle escursioni respiratorie.

Possiamo ragionevolmente ritenere che il recupero corporeo (massaggio, pressione, respirazione) unitamente all’automassaggio ed alla stimolazione con aghi di alcuni punti specifici, potrebbero consentire una più completa reintegrazione emotiva ed una più rapida normalizzazione caratteriale.

In base alla nostra esperienza abbiamo immaginato la seguente selezione di punti e di meridiani[161]:

 

Blocco

Punti

Meridiani

¨       Oculare

GB 16 (muchuang), H5 (tongli), BL66 (tonggu)

Shou Shao Yin (Xin Jing).

¨       Orale

ST 4 (dichang), LI 6 (pianli), SP4 (gonsun)

Zu Yang Ming (Wei Jing).

¨       Cervicale

ST10 (shuitu), ST11 (qishe), GB 26 (daimai), GB41 (lingqi).

Zu Shao Yang (Dan Jing).

¨       Toracico

LU 2 (youmen), CV17 (tianzhong), SP12 (chongmen)

Shou Tai Yin (Fei Jing).

L’automassaggio dopo adeguato addestramento e  l’agopuntura settimanale, hanno indotto indubbi vantaggi in un gruppo di 25 individui adulti di ambo i sessi, con 2-3 dipendenze da almeno 4 anni e almeno due fallimenti di recupero alle spalle, seguiti con psicoterapia di tipo cognitivo ed esaminati nel periodo 2001-2004. I risultati sono riportati nella Fig. 3.  

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conclusione

Lo spostarci, in quest’elaborato, sincronicamente da una cultura all’altra ha portato, io credo, alla scoperta di interessanti proposte integrate, che non possono esulare da più ampie modificazioni sul modo di guardare all’uomo ed alla sua sofferenza. Oggi molto si è fatto, nel campo delle dipendenze, nel tentativo di promuovere intelligenti interventi integrati, ma resta ancora da produrre il più importante spostamento diacronico, così da attraversare la storia ed appropriarsi (o riappropriarsi) del tesoro delle tradizioni, che vedono la salvezza dell’uomo come conquista di libertà e di autonomia. Come nella tradizione biblico-cristiana (alla cui matrice apparteniamo), il taoismo e la MTC c’indicano un recupero dell’unità che è “dentro”, un’unità fatta di corpo, psiche, anima e spirito che non può accontentarsi d’interventi omogenei ed omologati. Solo attraversando con intelligenza la complessa realtà di fondo della “dipendenza”, potremo forse escogitare schemi che meglio possano rispondere alle singole, drammatiche, laceranti esigenze. Per chi crede solo alle realtà biochimiche e neurofisiologiche offriamo un monito pirandelliano: e se poi tutto quello che è stato qui scritto, oltre che bello, fosse anche vero?

 

 

 

Indirizzo per chiarimenti

Carlo Di Stanislao

Via Comunità Europea, 12

67100 L’Aquila

Tel. 0862314666

Fax (preavvertire ore ufficio): 0862313500

E-mail: [email protected]

URL: www.agopuntura.org

 



 

 

 

 



[*] Dedicato a Pasquale, spirito libero, che da una solo droga dipese ed infine ne fu ucciso.

 

[†] Che riguarda la loggia del Metallo e la funzione ministeriale del Polmone (fei).

[‡] Corrispondente alla Vescica Biliare (dan), viscere della “rettitudine mediana”.

[§] L’ultimo allarme riguarda l’estremo rifugio della socializzazione: Internet, presentato, di recente, come il demoniaco luogo capace di favorire pratiche ed incontri a rischio. Si legga: Mc Farlene M. et al.: The Internet as a new emergency risk environment fos sexually transmitted disease, JAMA, 2000, 284: 443-446.

[**] Alcuni AA invece considerano attivi GV4 (mingmen) e CV6 (qihai): Vedi: Durkheinm K.: Hara, the Vital Centre of Man, Ed. George Allen and Unwin, London, 1977.

[††] Altri considerano attivo il punto CV17 (tianzhong). Leggi: Hashimoto K. and Kawakami Y.: Sotai: Balance and Health trough Movement, Japan Publications, Tokio, 1983.

[‡‡] Mussat considera importante il punto GB13 (benshen). Vedi: Mussat M.: Energetica dei sistemi viventi, Ed. Marrapese, Roma, 1983.

[§§] Intese come Wuzhi e 5 Permanenze, così come espresse da Ge Hong e Sun Si Miao, con il recupero della generosità, amore, umanità, altruismo, capacità di seguire regole e tradizioni, ecc.

[***] Si tratta dei punti 1 BL (leikong), 23 TE (si zhukong), 19 GB (naokong), 33 BL (zhongkong), 11KI-2GV (suikong). Leggi: Arthus M.: Noms des Points d’Acupuncture, polycopie, Ed. AFA, Strasbourg, 1993.

 

[†††] Vediamo, più propriamente la seguente tabella redatta secondo l’ordine del Quan Jin Yao Fang di Sun Simiao:

1.       GV 26: Il termine Gui compare in vari nomi secondari (Gui Ke Ting, Gui Gong, Gui Shi).

2.       LU 11: Nome secondario Gui Xin.

3.       SP 1: Gui Le come nome secondario.

4.       PC 7: Il suo terzo nome è Gui Xin (come LU11).

5.       BL62: Terzo nome Gui Lu.

6.       GV 16: Terzo e quarto nome rispettivamente Gui Zhen e Gui Xue.

7.       ST 6: Quarto ed ultimo nome Gui Chung.

8.       CV 24: Gui Shi, suo quarto ed ultimo nome.

9.       PC 8: Gui ying (suo  terzo nome presente nello Zhen Ju Jia Yi Jing e non impiegato da Sun Simiao) e Gui Ku (impiegato nel Da Cheng).

10.    GV 23: Gui Tang, terzo nome del punto.

11.    CV 1: Gui Cang: Nono ed ultimo nome del punto (attivo solo nel maschio).

11.bis PC 106: Yu Men Tou, ai lati del clitoride (attivo solo nel sesso femminile).

12. LI 11: Il suo secondo nome è Gui Chen.  

13.   PC 42: Detto Hai Quan (nel Sowen e nello Zhen Jiu Da Quan). Secondo Sun Simiao è il tredicesimo Gui posto sul frenulo della lingua.

Si noti che il termine Gui compare anche nei nomi secondari di PC5 e SI3 che, secondo alcuni, trattano le forme ossessivo-fobico-compulsive e deliranti.

 

 

[‡‡‡] Più propriamente:

Tipologia

Punti

Terra

6-36ST 1 SP

Legno

24CV, 16GV

Metallo

5-9-10LU

Acqua

62BL, 22GV

Fuoco

5-7-8PC, 26GV

 

[§§§] Secondo altri AA invece i Gui vanno trattati in rapporto ai sintomi principali che rubrichiamo:

·          GV 26 (Shui Gou): Logorrea e perdita di coscienza. Meglio moxa.      

·          LU 11 (Shao Shang): Allucinazioni e dolori preauricolari.       

·          SP 1 (Yin Bai): Toracalgie, freddo e gonfiore addominale con dispnee, calore alla testa con epistassi, freddo e caldo alle gambe.  

·          GV 16 (Feng Fu): Le cento malattie della testa. Rilasciamento della lingua e mutismo. Ittero.  

·          ST 6 (Jia Che): Descritto dal Lingshu nel capitolo sugli Jingmai. E' indicato nelle deviazioni improvvise della bocca, sensibilità al Vento-Freddo ed impossibilità di camminare.          

·          PC 7 (Da Ling): Vomito ed espettorazione di sangue, calore al palmo della mano, attacco d’energie perniciose con sensazioni alternanti di caldo e di freddo.       

·          GV 23: (Shang Xing): Poliposi nasale, viso rosso e gonfio, epilessia e demenza.        

·          PC 8 (Lao Gong): Emorroidi tipo calore e spasmi intestinali. Nelle donne tristezza e dolore al Cuore.    

·          LI 11 (Qu Chi): Perdita di memoria, orticaria, pelle pruriginosa e desquamante.         

·          CV 1 (Hui Yin): Depressione e perdita di coscienza. Nel maschio freddo all'estremità dell'asta con reflusso verso il Cuore.       

·          BL 62 (Shen Mai): Dolore all'angolo interno dell'occhio, difficoltà ad urinare, dolore lombare alla flesso-estensione.

·          CV 24 (Cheng Jiang): Labbra serrate, vento perverso ed eruttazioni. 

·          PC 42 (Hai Quan): Lingua gonfia e edematosa con difficoltà a parlare; polidipsia.       

·          Yu Men Tou: Crisi isteriche, depressione e perdita di coscienza nelle donne.   

·          PC 5 (Jian Shi): Attacco di follia agitata, incoerenza, costrizione alla gola.      

·          SI 3 (Hou Xi): Cefalea; malattie da calore con assenza di traspirazione.

 

[****] Questa condizione di inquietudine contrassegnata da tensione-angoscia e scoramento, è molto frequente nei tossicodipendenti da droghe maggiore (eroina, ecc.), come abbiamo potuto verificare fra il 1983 ed il 1985 collaborando, come terapia di supporto, nel Servizio Terapeutico Assistenziale PIU’ VITA de L’Aquila. Si legga: AAVV: Relazione primo decennio: 1983-1993, Bollettino dell’Arcidiocesi de L’Aquila, 1994, marzo: 1-12.

[††††] Turbe dello Hun con delirio persistente, insonnia, iperonirismo, perdita d’ogni senso d’umanità, ecc. è frequente nei soggetti che fanno uso di crack ed ecstasy secondo l’esperienza del collega Guglielmo Lauro, Dirigente Medico di I Livello del SERT di Caserta.

[‡‡‡‡] Se vi è timidezza e permalosità con lunghi periodi di rancore e silenzio ostile

[§§§§] Con deficit intellettivo.

[*****] Riservato, taciturno, tendente avere “false idee”

[†††††] Isolamento estremo.

[‡‡‡‡‡] Ritardo di sviluppo psicofisico.

[§§§§§] Secondo i testi attuali il punto cancella Vento ed Umidità dal TR-Superiore e Medio, contrastando un frequentissimo disturbo in corsi di dipendenza (alcolismo, eroinimania, ecc.): l’anoressia. Può essergli sinergico il punto 19 TB (luxi) che riduce lo stato di iperagitazione ed ipercontrollo tipico di tali individui. Vedi:

-          Kespì J.M. Cliniques, Ed. Guy Trèdaniel, Paris, 1989.

-          AAVV: Attualità sui punti di agopuntura, policopie, Ed. Scuola Italo-Cinese di Agopuntura di Roma, Roma, 1998. 

-          Hempen C.G.: Atlante di Agopuntura, Ed. Libreria Hoepli, Milano, 1999.

[******] Da selezionare in rapporto ai sintomi: parestesie e calore persistente alle mani per lieque, dispnea e disturbi alla bocca ed alle orecchie per pianli, sindromi pseudoparetiche agli arti inferiori, agitazione e vertigine per fenglong.

[††††††] Così 61 BL controlla la “porta dei talloni” che regola la crescita del bambino, 29 GB regola la” porta delle anche” che regge l’adolescenza, il 10 SI regola la “porta delle spalle” che segna il passaggio alla piena maturità, il 23 CV controlla la “porta delle amigdale” che regola il passaggio alla testa luogo dove tutto si ricapitola, il 15 GV regola la “porta delle orecchie” che regola il silenzio interiore e creatore. Si legga: Perrey S.: Les points, polycopie, Ed. AFA, Paris, 1987.

[‡‡‡‡‡‡] Da ciò si capisce  la relazione con l’ 1 BL (jingming).

[§§§§§§] Lo Yin Qiao tocca al collo il 12 ST, già esaminato, e la “Finestra del Cielo” 9ST (renying) che da un lato controllo il passaggio dello Yang dal torace alla testa, dall’altro consente all’individuo di accogliere l’altro avendo accolto ed accettato sé stesso. Leggi: Cygler B.: La tete e le cou, Ed. Guy Trèdaniel, Paris, 1988.

[*******] Abbiamo impiegato combinazioni di piante occidentali in Tintura Madre secondo l’ottica cinese. Le formule comprendevano miscele di 3-5 componenti, diversi per paziente ma, in tutti i casi, si è reso necessario impiegare principi costituzionali attivi sul Legno Yang e sullo Shao Yang (Lavandula officinalis, Cynara scolimus, Cratagaegus oxyacantha).

Si leggano:

-          Requena Y. Acupuncture et Phytotherapie, Voll I-II, Ed. Maloine, Paris, 1984.

-          Di Stanislao C., Paoluzzi L.: Vademecum ragionato di fitoterapia, Ed. MeNaBi, Terni, 1991.

-          Paoluzzi L.: Fitoterapia Ed Energetica, Ed. AICTO, Anguillara S. (RM), 1997.

-          Iommelli O., Lauro G., Di Stanislao C.: Manuale di Fitoterapia Comparata, Ed. Casa Editrice Ambrosiana, Milano, in press.

[†††††††]Fallimentare anche un successivo trattamento, per due mesi, con 8-metossipsoralene in gel al 5% per via topica ed Amni visnaga CH 9 tre granuli tre volte al dì per os.

[‡‡‡‡‡‡‡] In collaborazione con la dott.ssa Clementina Petrocco, Direttore del Centro di Psicologia e Psicoterapia della città de L’Aquila, membro del C.D. della Sezione Abruzzese della Società Italiana di Psicologia.



Bibliografia

 

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